GIORNATA 2 – … Eh?

«Piccolo gruppo compatto, noi camminiamo per una strada ripida e difficile tenendoci con forza per mano. Siamo da ogni parte circondati da nemici e dobbiamo quasi sempre marciare sotto il fuoco. Ci siamo uniti, in virtù di una decisione liberamente presa, allo scopo di combattere i nostri nemici e di non sdrucciolare nel vicino pantano, i cui abitanti, fin dal primo momento, ci hanno biasimato per aver costituito un gruppo a parte e preferito la via della lotta alla via della conciliazione. Maglie rosse, basket popolare… Siamo noi, siamo noi gli All Reds».

N. Lenin

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Si accendono le luci su una nuova stagione, e i nostri sono pronti. Sono carichi, allenati, pronti a scattare verso la vittoria no, meglio: presentabili Ehhh… Sono, e già è qualcosa. In realtà questa è già la seconda partita, alla prima non sono andato perché impegnato su una spiaggia del Madagascar a contare i soldi che ho guadagnato nella scorsa stagione. Allego tutto ciò che so della sconfitta a Fiumicino:

Lucone è Lucone, Matteuzzi è Matteuzzi. In fondo la vità è facile e questa didascalia inutile

Lucone è Lucone, Matteuzzi è Matteuzzi, il verde sono io. In fondo la vita è facile e questa didascalia inutile. Ah, ovviamente questo vale come “Angolo giornata 1”. Voglio il mio danaro

Ok, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdammoce ‘o passato simm’ Rossi paesà. Nel dopopartita, il coach ha detto: «Abbiamo alzato ora la bandiera bianca della resa; innalzeremo più tardi, su tutto il mondo, la bandiera rossa della nostra rivoluzione».

E al richiamo della bandiera rispondono in tanti, in questo primo match casalingo. I Rossi sono chiamati a ripetere il grande exploit della scorsa stagione, quando hanno vinto più partite che nel resto della propria storia (12), fermandosi solo ai playoff di fronte all’Atletico San Lorenzo e alla sfortuna (Lucone e Kosmo out e Caciara moribondo, seppur stoicamente in campo). La cornice di pubblico, grandiosa, deve subito fare i conti con il primo nemico degli spettatori di un campionato Uisp, dello spettacolo e in generale del basket: la zona. Sistema difensivo spesso utilizzato nel basket europeo per spezzare il ritmo offensivo degli avversari e tirare un po’ il fiato, nella nostra categoria assurge a livelli di rara bruttezza e staticità.

Qui un esempio positivo di difesa a zona dinamica

Tipico esempio di difesa a zona nel campionato Uisp. I mattoni sono opzionali ma consigliati

Qui invece un tipico esempio di zona nel campionato Uisp. I mattoni sono opzionali ma consigliati

Non ci sarebbe problema, anzi: una buona squadra troverebbe facilmente dei buoni tiri dalla media – ove non da 3 punti – e “punirebbe” gli avversari, in breve tempo costretti a tornare alla difesa a uomo. Ma i Reds ormai hanno preso una deriva elettoralista, e sono abituati a festeggiare per un 4%. Ottimo se si sta cercando di eleggere un deputato, appena appena scarsino se si sta giocando al meraviglioso gioco della pallacanestro. A suo modo, un capolavoro. Qualcosa del genere:

Sono talenti pure questi. Non ci abbattiamo, ovviamente, anche se per un motivo a me inspiegabile non riusciamo a decollare. In questa fase si salva solo Andrea Pietrelli, che con una clamorosa prestazione segna, fa segnare e si conquista gli applausi di tutti gli appassionati con uno spettacolare tap-in volante a centro area. Sugli scudi anche Nico che – galvanizzato da una claque (immagino) lautamente retribuita – infila due arresto e tiro niente male. Necci fa tutto quello che dovrebbe fare un Necci: corre, terrorizza gli avversari, tira tutto quello che il suo spropositato talento gli impone di tirare… Ma non segna, e non è cosa da poco. E poi regà, fatevelo di’ da uno che ci vede lungo: Piscina ha scoperto le femmine. Ma – ammiccaammicca – le ha SCOPERTE proprio, date retta a ‘no scemo. Percentuali troppo basse per un campione del genere e incompatibili con il sudore versato in campo: sento puzza di Dama Bianca. Claudio così così, un po’ troppo showtime per l’orrore cestistico cui siamo abituati.

«Dai, se infiliamo un parziale ora la chiudiamo», dice Barabba a metà secondo quarto. Ecco, magari statte zitto che è meglio. Dal campo percentuali bulgare. Ma quelle dell’opposizione. Se la nostra percentuale fosse il rapporto deficit/Pil di un Paese, sarebbe senza dubbio quello tedesco. Il punteggio non si schioda. Abbiamo bisogno di un campione

Chiamatemi Darth Kosmo

Chiamatemi Darth Kosmo

Dalla Grecia, terra di dei ed eroi. Ma anche un po’ dal Canada, terra di… ehm… Sciroppi? Hockey? Boh. Comunque. From Primavalle, Roma, is Lorenzo Ksksndflajkn. Cioè, Kymoupols. Kospmokokmls. Kosmo. Nervosissimo tutta la partita, accusato dal coach di scarsa intensità difensiva (o almeno così mi è sembrato di capire. Non parlo il porcodiese), decide di chiudere la questione e mandarci tutti a casa contenti: appostandosi tipo ombrellone nell’altrui metà campo, e inspiegabilmente dimenticato dagli avversari, chiama palla per sei punti consecutivi. E ciao a tutti. Finisce con dieci punti di vantaggio per noi e gloria per nessuno, che gli avversari – non ce ne vogliano – erano quasi tutti un po’ in là con gli anni e comunque in otto: avremmo dovuto devastarli, non giocarcela fino a cinque minuti dalla fine. L’ultimo sospiro – quello di “abbiamo vinto” e giù cori – arriva con soli sessanta secondi sul cronometro.

Come dice sempre il Maestro Zeman, «Le prestazioni arriveranno. Salvo solo il risultato». E Scolozzi, ça va sans dire.

MOST BARABBABLE PLAYER: Non se ne abbia a male il Kosmo formato filippino di questo turno, ma oggi tocca a Pietrelli. Solitamente falloso come una statuetta di Priapo, il P. mi inanella una serie di giocate clamorose tra primo e secondo quarto, ivi compresa un’arrogante penetrazione a centro area, un ottimo assist e il tap-in di cui sopra. Daje.

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