GIORNATA 4 – Nostradamus ce l’ha insegnato

Questo fine settimana è stato molto importante per noi tutti, quale che sia la nostra collocazione nella “sinistra” genericamente intesa. Sabato, la splendida – checché ne dica qualche anima bella – manifestazione di Cremona, contro i covi fascisti e i loro protettori. L’indomani, i più politicisti avranno senz’altro fatto l’alba per non perdersi un secondo della vittoria alle elezioni greche di Alexis Tsipras. Ma che questo sarebbe stato un fine settimana rosso era già chiaro dal venerdì, da quando alle 21, tra le mura amiche, sono scesi in campo gli All Reds.

La squadra prima di mietere il suo ennesimo successo. Sulla sinistra, Flash Gordon che corre alla velocità della luce con dei pantaloncini orrendi

La squadra prima di mietere il suo ennesimo successo. Sulla sinistra, Flash Gordon che corre alla velocità della luce con dei pantaloncini orrendi

Oh, qua va a finire che mi ci abituo. Ve lo dico, se state covando qualche scherzo ditemelo ora, perché ho un cuoricino sensibile, e non so se potrei reggere a una delusione. Sì, insomma, questa cosa che giochiamo le partite e le vinciamo è una moda piuttosto recente, ma si sa che a certe comodità ci si abitua in fretta, e poi è difficile vedersele togliere. Come l’elettricità, il bagno in ogni casa (una conquista degli ultimi settant’anni), il tovagliolo (per Gabriele, una novità all’ultimo grido).

Eh, lo so. So bene che vedevate questa rubrica un po’ come un talk show tipo “La Gabbia”: urla contro gli arbitri, frizzi e lazzi sui compagni, rutti in faccia agli avversari e cose così. Anche per me, altrettanto. E invece per un motivo che non mi è dato capire, ora la squadra gioca bene. E vince, santissimoiddio. Punteggio pieno: quattro partite, quattro vittorie, e primo posto in classifica.

Fino allo scorso novembre, questo era l'unico link tra gli All Reds Basket e la parola "primi"

Fino allo scorso novembre, questo era l’unico link tra gli All Reds Basket e la parola “primi”

Ora, non vorrei dire. Ma è la seconda partita consecutiva che seguo in borghese e ben lontano dal campo. La prima per scelta tecnica, questa per infortunio (diplomatico? Chissà…). Ora, che la squadra riesca a vincere senza di me ha un ovvio significato politico e sportivo: in mia assenza, il coach di turno è in grado di iscrivere a referto ben 11 giocatori in grado di giocare al meraviglioso gioco della pallacanestro.

Gli avversari di questo turno sono dei baldi giuovini, anche abbastanza atletici… Ma il più alto arriva più o meno al gomito di Lucone. E pure quelli che non ci arrivano, lui ce li fa arrivare, e chi vuole intendere… In più, vorrei spendere due parole per uno Scolozzi tornato a livelli di ignoranza inconsulti, più badass di Karl Marx quando recitava in Renegade: porta a casa 5 rimbalzi, 3 recuperi, 8 punti e la tibia sinistra del suo difensore. Livello Edmundo.

Ma una menzione d’onore vorrei spenderla, questa volta, per un giocatore che l’altra volta avevo insultato, non riuscendo a trovargli un soprannome. Costui risponde al nome di Andrea, ed è una delle gemme portate a casa durante la sontuosa campagna acquisti condotta quest’estate, grazie ai nostri portentosi mezzi economici [l’oro di Mosca e soprattutto le birre del Todis, che in una squadra di alcolizzati come la nostra fungono da moneta corrente, ndB]. Ora, Andrea ha un modo molto particolare di giocare alla pallacanestro. Un modo fatto… come dire… un modo da fijodena: ti frega i rimbalzi con una ditata da sotto, penetra con studiata lentezza per mandarti fuori tempo, ti sparisce dalla vista per ricomparire da un’altra parte. E soprattutto, se nel basket esistesse il fuorigioco, sarebbe in enorme difficoltà. In una parola: Superpippo, come l’odioso Inzaghi privo di specifici talenti (scusa Andrè <3) ma altrettanto indispensabile (scusa basket!).

Ah, e spenderò altre due parole per un altro neoacquisto, che la cosa migliore mai sentita nella stagione non ho potuto usarla. Sto parlando di quest’uomo.

Dalla Nba, alla D-League, al campionato Uisp. La terrificante parabola di Gigi Datome

Dalla Nba, alla D-League, al campionato Uisp. La terrificante parabola di Gigi Datome. #FreeGigi

Ora, mi sembra evidente che questo non sia Gigi Datome. Ma ci somiglia molto. Per dirla con un bambino di Anzio (durante l’amichevole giocata al posto del match di campionato, prima di Natale): «Oh, guarda quello. Cioè, è uguale a Datome, fa le stesse cose di Datome. Solo che non segna». Amen, fratello.

Partita fantastica. Fantastica. Non ne esiste documentazione fotografica perché mi si era scaricato il telefono, ma è stata una partita veramente pazzesca. E voi, “Gruppo Lucone” che stavolta non siete venuti e vi siete persi questa super prestazione (assistendo in compenso a squarci sconcertanti di bruttezza), vi mangerete le mani per i secoli a venire. Se non venite voi, peraltro, vuol dire che i tifosi sono tutti impresentabili. E noi ci teniamo al prime time.

Dal match – che sbanchiamo, dominando in lungo e in largo, malgrado qualcuno (stavolta io), a dieci minuti dalla fine e con 26 punti di vantaggio, dopo averne subiti solo 22 in tutta la partita, continui a sbraitare come un Serse Cosmi pippato.

Barabba segue la partita tesissimo. Qui siamo +30 a 2:10 dalla fine.

Barabba segue la partita tesissimo. Qui siamo +30 a 2:10 dalla fine.

Stoppate. Recuperi. Contropiede. Canestri dalla media. Addirittura, un epico 50% da tre punti di Tommaso. Insomma, giochiamo a basket e giochiamo bene. Ricordo con le lacrime agli occhi un canestro con palla a Lucone, taglio sotto il canestro, passaggio dietro la schiena. Questa cosa che abbiamo sempre due lunghi in grado di giocare a pallacanestro (quando la combinazione è Lucone-Piscina-Superpippo-Scolozzi) è una novità assoluta. Di solito, avevamo per lunghi tratti due lunghi costitutivamente incapaci di segnare punti (ciao Eugenio, ciao Lorenzone. E poi mi guardo allo specchio. Niente, scusate).

  • Maggior numero di punti: Lucone, Andrea Inzaghi e Scolozzi (8)
  • Maggior numero di rimbalzi: Lucone (12)
  • Percentuale di tiro peggiore: Matteo (1/8; gli elogi della prima ti hanno dato alla testa, ragazzo mio? Dillo a Barabba)
  • Liberi di squadra: 3/11. Cioè, abbiamo tirato i liberi peggio che da 3 e dal campo. Flessioni o campo di rieducazione, ma sta diventando obbligatorio fare qualcosa. Comunque, se Nostradamus vi dice qualcosa, tiriamo i liberi con il 34% in stagione. 34, come gli anni che Cristo non ha mai avuto. 34 come il mio numero di maglia (temporaneamente in prestito a Matteo, per il noto “Piano Vanagloria” che ho messo in piedi di recente). Come mi chiamo io? Barabba. L’uomo che ha impedito a Cristo di compiere 34 anni. Tutto torna. SVEGLIAAAAAAAAAA

Most Barabbable Player: un democristianissimo ex aequo tra Inzaghi e Scolozzi, di cui abbiamo appena riferito

Tremino pure le classi dominanti davanti agli All Reds primi in classifica. I proletari non hanno nulla da perdere fuorché i loro ferri. E hanno un mondo da guadagnare.

ALL REDS 55 – Boys 90 Fiumicino 27

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