GIORNATA 6 – Ciao proprio

All Reds Basket. 10 punti in cinque partite. Cinque vinte, zero perse. Differenza canestri: +101. Primo posto in classifica, con una partita in meno. Quando si fanno le convocazioni, le facce spaurite (tipo conigli sorpresi su un’autostrada da un carro armato) dello scorso anno sono state rimpiazzate da un sentimento di sboronaggine diffuso.

«Ehi raga, ma volete mica venire a giuocare a Brooklyn? Mi piace il vostro swag»

«Ehi raga, avete mica una canotta All Reds per sostituire questa? Oh, poi se vi va di venire a giuocare a Brooklyn, fatemi un fischio», dice Jay-Z, già pronto per la mitica “4” del Fle

Manca solo che Matteuzzi si presenti alla prossima partita con un Rolex di platino e una Lexus ribassata. Ormai siamo la squadra da battere. «Andiamo in casa dei primi in classifica», diceva il comunicato dei nostri avversari di giornata. Ecco, ricordatevelo. Ricordatevelo tutti.

«Algarve, merda. Sono ancora contro l’Algarve», diceva il capitano Willard in Apocalypse now. E lo diciamo anche noi. Ancora l’Algarve. Baci e abbracci con Marco, il loro allenatore. Ma notiamo un certo cambiamento di atteggiamento, da parte dei nostri avversari. Come dire… Menano come fabbri, tacci loro.

Una foto che spiega bene la condotta dei nostri avversari di giornata. Che a una certa amici amici, va bene eh, però che cazzo…

La partita si apre con uno shock, un vero trauma per i nostri gloriosi cestisti del socialismo. Fallo, due tiri liberi per l’Algarve. Quando il primo va dentro, siamo 1-0 per loro: è la prima volta che gli All Reds vanno sotto nel punteggio. In tutto il campionato. Alla sesta partita del campionato, si finisce sotto. Se dovessi spiegare la squadra fichissima che siamo diventati, userei questo dato. Comunque, la partita è dura sul serio. Chiudiamo anche il primo quarto sotto, con i nervi a fior di pelle. L’arbitraggio sarebbe stato considerato lasco anche nel full contact, e, unito alla simpatica tendenza avversaria a usare ogni colpo proibito sul menu, rappresenta una dura sfida al non proverbiale self control degli All Reds, che chiudono sotto di due punti.

Il rodimento di culo, peraltro, porta sempre al nervosismo, e il nervosismo a fare una cagata. Cosa che ci riesce sorprendentemente bene. Alla voce «palle perse», a fine partita, si conterà un rovinoso 29. Ma «non ci pieghiamo, non ci spezziamo, noi nonostante tutto siam sempre qui», come diceva un grande profeta della Rivoluzione socialista. Una grande squadra è sempre pronta a stringersi intorno ai suoi uomini più importanti. Tenuti a galla in un difficilissimo secondo quarto da un tale Kymoupols (o almeno questo c’era scritto nel tabellino sul sito dell’Algarve), attivo in cabina di regia quanto sotto canestro. Roba che a un certo punto se ne va in contropiede, e inspiegabilmente si muove verso la linea laterale, in un due contro uno apparentemente facile facile. Ma è solo per accrescere la sua gloria, con un passaggio dietro la schiena e un appoggio comodo per Simone Datome. Ma è a fine quarto che peschiamo l’highlight della serata: bomba sulla sirena del Rocco Siffredi in maglia rossa, il prodigioso Andrea Ingolia (anche qui, cito dal tabellino: c’è uno scambio con una “S”, che non ci faremo sfuggire; o comunque, una “l” di troppo). Uno dei suoi due tiri nella partita, l’unico che va dentro. Quando conta, quando serve. Le corde vocali finiscono dentro il canestro insieme al pallone. Con questo pesantissimo tiro, i Reds vanno all’intervallo lungo in vantaggio. E non lo perderanno più. Va bene provare esperienze nuove come andare sotto nel punteggio, ma anche basta, grazie.

Dal terzo quarto in poi, si fa sul serio. E non ci prendono più. «You can’t see me», direbbe John Cena se non fosse stato pestato da un Lucone in stato di grazia.

Oh, poi per carità: difendiamo bene, attacchiamo meglio, Scolozzi arricchisce la sua collezione di teschi umani. Però ci dice anche culo, a volte: come sulla sirena del terzo quarto, quando il Tronca prova a iscriversi al festival del tiro da 3 punti (un festival fatto di ben dieci tentativi! Quanti realizzati? Ve lo diremo dopo la pubblicità…)

> messaggio promozionale «Ce l'avete voi la maglia "ALL REDS"? Non sarete veri tifosi, senza...»<

«Ce l’avete voi la maglia “ALL REDS”? Chi non ce l’ha vota Pd… Forza! A Barabba serve una Porsche!»

Dicevo, Tronc… No, non ve lo dico quanti tiri da 3 abbiamo messo. No, non… Vabbè: due. Ne abbiamo messi due. Sì, abbiamo tirato con il 20%. Che è comunque meglio di come tiriamo i liberi, di solito. Comunque, Troncarelli, dicevamo. Il suo tiro da tre finisce un metro corto. Ma come uno sparviero, si avventa sul pallone il Capitano. Segnalatosi fino ad allora solo per aver reso vedove un paio di ragazze giù al Torrino, accalappia il pallone e lo scaraventa nel canestro prima che suoni la sirena. Più sei, dieci minuti al termine.

Si profila un ultimo periodo di fuoco. E invece no. E invece è un quarto periodo di Scolozzi. Recupera, smanaccia, mozzica e fa palpitare il cuoricino del suo Barabba. Ma vogliamo parlare di Simone? Vogliamo parlare della risposta marchigiana a Gigi Datome? No? Ah, no sul serio? Vabbè, magari un’altra volta. Anzi, ne parlo, e guardate un po’:

Most Barabbable Player: Simone. 12 punti, una bomba, 3 rimbalzi offensivi. E anche cinque palle perse, tutte di voglia, e quindi gli valgono come punto a favore, e non di demerito. Scelta durissima, stavolta: menzioni anche per il Capitano, per Kymdskjfl o come se chiama quello mezzo greco e per Scolozzi (ma su Scolozzi, grande uomo e straordinario giocatore, sono di parte; anzi, non escludo che tra un po’ il MBP passi a chiamarsi “Premio Scolozzi”).

  • Maggior numero di punti: Lucone, ça va sans dire: 13
  • Maggior numero di rimbalzi: Lucone, needless to say: 16, ed ennesima doppia doppia
  • Maggior numero di urla a caso: Barabba (però ho anche preso due rimbalzi, fondamentali!)
  • Maggior numero di insulti agli avversari: Ksidjfnsd
  • Maggior numero di minacce di morte: Lucone (vale per la tripla doppia?)

Si finisce con una stretta di mano agli avversari corretti – che comunque c’erano, qua si scherza, eh… – e poi tutti sotto una curva nutritissima e bellissima. Anche perché c’era Laura, che mi dicono abbia preso male il riferimento alla “bruttezza” dei tifosi in assenza della brigata Lucone. Oh, giuro, ce l’avevo co Matteuzzi.

E la Curva, subito dopo la sirena, scatta unisona: SA-LU-TA-TE-LA-CA-PO-LI-STA! E non ho ancora smesso di cantarlo. Salutate la capolista. Salutate la capolista. Salutate la capolista. Lunedì si rigioca, piazza dei Navigatori, ore 20:50. Se non vi va di venire a vedere la partita, potete anche passare solo per un saluto. Un saluto alla capolista.

SA-LU-TA-TE-LA-CA-PO-LI-STA!

ALL REDS 47 – Algarve Torrino 37

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